L’Eremo della Fonte si trova nella diocesi di San Marino – Montefeltro ed è un luogo in cui è vissuto in forma eremitica il carisma delle Discepole della Verità.
Le Discepole della Verità sono laiche consacrate che hanno sede principale nella diocesi di Bari.
La possibilità di vivere il carisma delle Discepole in forma di clausura eremitica anzichè nel mondo è stata riconosciuta il 25 marzo del 2024 dal Vescovo Andrea Turazzi dopo il necessario tempo di discernimento.
Una vocazione nata dall’esigenza di dedicarsi interamente, senza dispersioni – e quindi lontano dalla confusione del mondo -, alla contemplazione, all’intercessione, all’approfondimento della Divina Rivelazione con l’ausilio degli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta, e alla divulgazione delle Verità della fede mediante la creazione di oggetti religiosi e materiale di evangelizzazione. Lo scopo è attirare a Dio con la bellezza e soprattutto con la conoscenza della vera bellezza: la Verità del suo immenso Amore per l’uomo, la ragione per cui ci ha creato e ciò che ha compiuto e compie per averci per sempre con Sè, in modo da portare guarigione ai cuori e cooperare alla venuta del Regno di Dio.
“Contemplari et contemplata aliis tradere” (contemplare e trasmettere agli altri ciò che si è contemplato) per portare agli altri il bene più grande: “la luce della vita” (Gv 8,12) vivendo secondo l’esortazione fatta da Gesù a santa Caterina da Siena «Esci dalla quiete della contemplazione, e sii instancabile testimone della mia verità» è lo specifico del carisma dell’Istituto delle Discepole ed è appunto dal desiderio di vivere al meglio questa finalità che nasce l’Eremo della Fonte.
San Tommaso d’Aquino afferma che trasmettere le verità della fede è l’attività più importante nella vita consacrata: Come infatti illuminare è più che risplendere soltanto, così comunicare agli altri le verità contemplate è più che contemplare soltanto.
Nasce così, insieme all’esigenza di solitudine per “abitare sempre e solo presso la Fonte” nella contemplazione e nella lode, il desiderio di condividere la gioia del Dono di Dio incontrando nella semplicità di una vita privata e nascosta agli occhi del mondo chi ha sete di approfondire le verità della fede e desidera crescere in una profonda relazione con Dio per tornare a vivere nella Divina Volontà, secondo il progetto originario del Creatore.
L’Eremo della Fonte si trova nella diocesi di San Marino – Montefeltro ed è il luogo in cui si vive in forma eremitica il carisma delle Discepole della Verità, Istituto di vita secolare appartenente alla diocesi di Bari.
Questo nuovo ramo di vita eremitica delle Discepole della Verità è stato riconosciuto il 25 marzo del 2024 dal Vescovo Andrea Turazzi dopo il necessario tempo di discernimento.
È una vocazione per quelle sorelle dell’Istituto che sentono l’esigenza di dedicarsi interamente, senza dispersioni – e quindi lontano dalla confusione del mondo -, all’approfondimento della Divina Rivelazione, alla contemplazione e alla divulgazione delle Verità della fede.
“Contemplari et contemplata aliis tradere” (contemplare e trasmettere agli altri ciò che si è contemplato) per portare agli altri il bene più grande: “la luce della vita” (Gv 8,12) vivendo secondo l’esortazione fatta da Gesù a santa Caterina da Siena «Esci dalla quiete della contemplazione, e sii instancabile testimone della mia verità» è lo specifico del carisma dell’Istituto delle Discepole ed è appunto dal desiderio di vivere al meglio questa finalità che nasce l’Eremo della Fonte.
San Tommaso d’Aquino afferma che trasmettere le verità della fede è l’attività più importante nella vita consacrata: Come infatti illuminare è più che risplendere soltanto, così comunicare agli altri le verità contemplate è più che contemplare soltanto. .. Così dunque il primo posto fra gli istituti religiosi spetta a quelli che sono ordinati all‘insegnamento e alla predicazione (S. Th., II-II, q. 188, a. 6).
Nasce così, insieme all’esigenza di solitudine per “abitare” nella contemplazione e nella lode, il desiderio di un apostolato finalizzato a dissetare mediante l’ospitalità e percorsi di formazione coloro che hanno sete di approfondire le verità della fede e di crescere in una profonda relazione con Dio.
L’Eremo della Fonte è concepito dunque come luogo di spiritualità separato dal mondo dove chi cerca la pace del cuore può fare esperienza di vita eremitica insieme alle sorelle che vivono sul posto. Un luogo di fraternità dove gioire del Dono di Dio crescendo nelle conoscenze sulla Divina Volontà e dove vivere unicamente per ritornare al progetto originario del Creatore: essere in Gesù e con Gesù, piccoli figli che, uniti e accuditi dalla Mamma Regina, vivono felici tra le braccia del Padre.
Specificità del progetto formativo
L’apostolato svolto all’Eremo si realizza principalmente attraverso la creazione di oggetti devozionali e artistici per l’evangelizzazione. Il fine è appunto “riportare l’uomo alla Fonte”, Dio, perchè si comprenda l’immenso dono della nostra esistenza dataci per una felicità eterna.
L’eremo propone inoltre un percorso formativo a tappe, che offra, seppur in forma sintetica, un quadro ordinato delle nozioni basilari della dottrina cattolica. Il percorso è accompagnato dalla possibilità di colloqui per approfondire attraverso il dialogo e i riferimenti più utili, le verità apprese.
L’operato svolto all’Eremo della Fonte nasce dal riecheggiare del triste monito divino: “Perisce Il mio popolo per mancanza di conoscenza” (Os 4,6) e dall’invito amorevole di Gesù alla samaritana “se tu conoscessi il dono di Dio” (Gv 4,10).
C’è un’eredità meravigliosa per noi (cf 1Cor 2,6-10) e alla quale Dio amorevolmente ci invita: “O voi tutti assetati venite all’acqua” (Is 55,1). Con questo richiamo Dio non solo ci ricorda che l’anima dell’uomo ha sete, ma che la nostra è una sete di acqua viva che può placarsi solo nella conoscenza di Dio e della vita per la quale Egli ci ha creato. Lui stesso, la Fonte, è venuta a noi per dissetarci con la conoscenza del suo amore e della verità: «Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui» (Gv 7,37-39).
Solo “conoscere Dio, diventare partecipe delle sua vita divina e possedere, quale figlio-erede, tutti i suoi beni” (cf 2Pt 1,1-7) può appagare l’uomo. Chi non conosce il progetto di amore di Dio finisce però per farsi convinzioni distorte e cercare altre vie di appagamento che non possono estinguere il bisogno di pienezza della propria anima. Le cose di questa terra, beni incerti e transitori, non possono bastare per acquistare una felicità imperturbabile e inesauribile. Infatti «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4,13-14). Quello che Gesù ha detto alla samaritana è un invito per tutti: “Se tu conoscessi il dono di Dio!” (Gv 4,10).
Il fine dell’apostolato svolto all’Eremo è appunto “riportare l’uomo alla Fonte”, Dio, per comprendere l’immenso dono della nostra esistenza dataci per una felicità eterna.
Dalla consapevolezza di quanto poco sia conosciuto il Deposito della Fede ai nostri giorni, è nato il desiderio di realizzare un percorso formativo a tappe, che offra, seppur in forma sintetica, un quadro ordinato delle nozioni basilari della dottrina cattolica. Il percorso è accompagnato dalla possibilità di colloqui per approfondire attraverso il dialogo e i riferimenti più utili, le verità apprese.
Alla base dei percorsi formativi tenuti all’Eremo della Fonte c’è il riecheggiare del triste monito divino: “Perisce Il mio popolo per mancanza di conoscenza” (Os 4,6) e l’invito amorevole di Gesù alla samaritana “se tu conoscessi il dono di Dio” (Gv 4,10). C’è un’eredità meravigliosa per noi (cf 1Cor 2,6-10) e alla quale Dio amorevolmente ci invita: “O voi tutti assetati venite all’acqua” (Is 55,1). Con questo richiamo Dio non solo ci ricorda che l’anima dell’uomo ha sete, ma che la nostra è una sete di acqua viva che può placarsi solo nella conoscenza di Dio e della vita per la quale Egli ci ha creato. Lui stesso, la Fonte, è venuta a noi per dissetarci con la conoscenza del suo amore e della verità: «Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui» (Gv 7,37-39).
Solo “conoscere Dio, diventare partecipe delle sua vita divina e possedere, quale figlio-erede, tutti i suoi beni” (cf 2Pt 1,1-7) può appagare l’uomo. Chi non conosce il progetto di amore di Dio finisce però per farsi convinzioni distorte e cercare altre vie di appagamento che non possono estinguere il bisogno di pienezza della propria anima. Le cose di questa terra, beni incerti e transitori, non possono bastare per acquistare una felicità imperturbabile e inesauribile. Infatti «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4,13-14). Quello che Gesù ha detto alla samaritana è un invito per tutti: “Se tu conoscessi il dono di Dio!” (Gv 4,10).
Il fine dell’apostolato svolto all’Eremo è appunto “riportare l’uomo alla Fonte”, Dio, per comprendere l’immenso dono della nostra esistenza dataci per una felicità eterna.
Dalla consapevolezza di quanto poco sia conosciuto il Deposito della Fede ai nostri giorni, è nato il desiderio di realizzare un percorso formativo a tappe, che offra, seppur in forma sintetica, un quadro ordinato delle nozioni basilari della dottrina cattolica. Il percorso è accompagnato dalla possibilità di colloqui per approfondire attraverso il dialogo e i riferimenti più utili, le verità apprese.
Alla base dei percorsi formativi tenuti all’Eremo della Fonte c’è il riecheggiare del triste monito divino: “Perisce Il mio popolo per mancanza di conoscenza” (Os 4,6) e l’invito amorevole di Gesù alla samaritana “se tu conoscessi il dono di Dio” (Gv 4,10). C’è un’eredità meravigliosa per noi (cf 1Cor 2,6-10) e alla quale Dio amorevolmente ci invita: “O voi tutti assetati venite all’acqua” (Is 55,1). Con questo richiamo Dio non solo ci ricorda che l’anima dell’uomo ha sete, ma che la nostra è una sete di acqua viva che può placarsi solo nella conoscenza di Dio e della vita per la quale Egli ci ha creato. Lui stesso, la Fonte, è venuta a noi per dissetarci con la conoscenza del suo amore e della verità: «Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui» (Gv 7,37-39).
Solo “conoscere Dio, diventare partecipe delle sua vita divina e possedere, quale figlio-erede, tutti i suoi beni” (cf 2Pt 1,1-7) può appagare l’uomo. Chi non conosce il progetto di amore di Dio finisce però per farsi convinzioni distorte e cercare altre vie di appagamento che non possono estinguere il bisogno di pienezza della propria anima. Le cose di questa terra, beni incerti e transitori, non possono bastare per acquistare una felicità imperturbabile e inesauribile. Infatti «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4,13-14). Quello che Gesù ha detto alla samaritana è un invito per tutti: “Se tu conoscessi il dono di Dio!” (Gv 4,10).
Attività e accoglienza
L’accoglienza per colloqui è possibile dalle 16.00 alle 18.00 e necessita di prenotazione tramite il contatto whatsapp.
E’ possibile anche richiedere giornate di ritiro senza pernottamento e momenti formativi personali o in gruppo.
La sapienza dello scriba si deve alle sue ore di quiete;
chi ha poca attività diventerà saggio.
Si applica e medita la legge dell’Altissimo.
Egli indaga la sapienza di tutti gli antichi,
si dedica allo studio delle profezie.
Conserva i detti degli uomini famosi,
penetra le sottigliezze delle parabole,
indaga il senso recondito dei proverbi
e s’occupa degli enigmi delle parabole.
Investigando il bene e il male in mezzo agli uomini.
Di buon mattino rivolge il cuore
al Signore, che lo ha creato, prega davanti all’Altissimo,
apre la bocca alla preghiera, implora per i suoi peccati.
Se questa è la volontà del Signore grande,
egli sarà ricolmato di spirito di intelligenza,
come pioggia effonderà parole di sapienza,
nella preghiera renderà lode al Signore.
Egli dirigerà il suo consiglio e la sua scienza,
mediterà sui misteri di Dio.
Farà brillare la dottrina del suo insegnamento,
si vanterà della legge dell’alleanza del Signore.
Ascoltatemi, figli santi, e crescete
come una pianta di rose su un torrente.
Come incenso spandete un buon profumo,
fate fiorire fiori come il giglio,
spargete profumo e intonate un canto di lode;
benedite il Signore per tutte le opere sue.
Magnificate il suo nome;
proclamate le sue lodi
con i vostri canti e le vostre cetre;
così direte nella vostra lode:
«Quanto sono magnifiche tutte le opere del Signore!
Non c’è da dire: «Che è questo? Perché quello?»
poiché tutte le cose sono state create per un fine.
«Tutte le opere del Signore sono buone;
egli provvederà tutto a suo tempo».
Non c’è da dire: «Questo è peggiore di quello»,
a suo tempo ogni cosa sarà riconosciuta buona.
Ora cantate inni con tutto il cuore e con la bocca
e benedite il nome del Signore.
(Sir 38)